lunedì, marzo 03, 2008

mercurio

Non che fossero mancate le occasioni di scrivere ultimamente, ma nonostante tutto mi sono fatto trascinare in un sofferto silenzio. Sofferto ogni volta che davanti allo schermo riordinavo i pensieri al punto da mettere tutto così composto da non volerlo più disfare, neanche per una storia. È andata quindi la storia di come a san Valentino un matrimonio mi poteva salvare dalla clandestinità o di come ho inaugurato la mia nuova bici con un rocambolesco incidente, ho tentato la realizzazione di diversi video e ho scritto migliaia di parole inutili. Una sorta di auto censura, a forza di tagliare e modificare ho deciso di tacere. E credo fermamente di aver fatto bene dopotutto. Ero incazzato con il mondo e con me stesso e la collera non è una buona ispiratrice. Mi sono reso conto di come il mondo intero non cambia mai e rimane sempre lo stesso e se invece cosi è, ciò accade talmente lentamente che neanche le montagne se ne accorgono…

uno dei motivi della tua collera è in linea avverte una spia ma io la ignoro e vado avanti

…siamo noi invece che cambiamo. E la maniera di vedere il mondo, anche quella cambia e ci da quella sensazione di moto, mentre in verità non si è mossa una paglia.
Mi ricordo di come in tempi del tutto insospettabili, prima ancora del lowcost, prima di RadioPazza, prima ancora delle bombe, vidi uno di quei film che hanno segnato una qualche generazione (in questo caso la mia). Piansi all’epoca, fu come uno scoppio a salve nel mio cervello e nulla fu più lo stesso in un certo senso. Una decina di giorni fa ho iniziato il download con emule del film…

-tossici di merda! dice uno dei commenti ma io lo ignoro e vado avanti

...e tre giorni fa lo rivedo. Trainspotting, mi ha fatto piangere anche questa volta, ma per motivi diversi. Quel commento non lo vedo poi tanto assurdo ed è vero, non è cambiato proprio un cazzo, e lo sguardo che cambia semmai. Si lo ammetto, non ho mosso un muscolo alla vista del bimbo morto nella culla, non ho versato lacrime amare come è successo la prima volta, sarebbero state lacrime di coccodrillo. No, ho pianto alla fine. Alla vista del nostro infame eroe che tradisce gli amici, dopo tanti bei discorsi fatti, dopo tante promesse…

è la vita baby, precisa come un proiettile in viaggio verso il bersaglio, imprevedibile quando colpisce

…e io rimango inorridito da quel gesto, un gesto che ha il sapore della sconfitta, una sconfitta perenne. Non c’è scampo per nessuno qui!
Ma io non sono d’accordo, sono grato al mondo che almeno lui rimane sempre lo stesso, perché si porta con se anche le amicizie, quelle vere come dice il caro Fatina. Le amicizie che nonostante il nostro mutare nel male o nel bene, quelle vere rimangono sempre.
Quindi ripenso a tempi un po’ più recenti, sempre lontani ma non privi di sospetto. Rileggo una vecchia mail con l’unico pregio quello di essere il primo embrione di ciò che tempo dopo sarebbe diventato LCG. Un pazzo amico mi disse che fosse la cosa più bella che avessi scritto, ma lo dice ogni volta e quindi lo ringrazio e lo cito con una rivisitazione. Ma la cosa che mi preme di più e fare il mio omaggio gli amici veri, a quelli che non ti scordi, anche se sono lontani o se sono pazzi, ma soprattutto un omaggio alla piccola Luna che di questo mondo che non cambia non sa nulla e si prepara lentamente dentro un grembo in trasformazione.1.11.04
E fu così che cominciò...
La notte dell'eclissi lunare. Ero l'unico uomo su questa terra che aveva posato le proprie speranze in una risposta, una visione rivelatoria. La solitudine, o perlomeno la paura di essa (che è anche peggio) sono il carburante e lo stimolo all'autodifesa, mette in moto l'istinto di sopravvivenza. Pena il baratro, che non ho mai conosciuto e non ci tengo neanche.
Insomma, in totale solitudine, come spesso mi accade, vagavo per la spiaggia notturna. Questa volta c'era qualcosa di diverso. L'ombra minacciosa della terra stava inghiottendo la luna. Vi siete mai soffermati a guardare la luna? Penso proprio di sì e vi assicuro che quel piatto d'argento NON era la luna. La luna non è un piatto nel cielo, così come la terra non è piatta e non esistono confini...
Oserei dire che quella che vediamo è una velina spaziale con le tette rifatte, il trucco pesante e tacchi altri. La luna si trucca con la luce del sole, si camuffa e ci fa credere di essere bella e luminosa. Non voglio dire che la luna è brutta, anzi è bellissima me è fasulla ed ingannatrice.
Quella notte la luna cambiò colore e con le ultime forze trattenne un anello di luce abbagliante che l'abbandonò presto, diventò rossa, stanca e ferita rimase immobile nel cielo indifesa e sanguinante. Sembrava una pergamena accartocciata ed appesa ad una cupola nera, stelle cadenti (ma quante erano) le svolazzavano intorno, quasi beffandosi di lei, ed ognuna di essa era un desiderio. Volevo tanto parlarle ma non mi rispondeva, non c'era verso. Quando il saggio si propone nelle vesti di uno stolto, questo non viene riconosciuto e quindi deriso. Forse di questo aveva paura la luna senza le sue vesti da saggia, o forse no?
La conclusione di questa solfa è che la luna mi si era posata nelle sue vesti reali, spoglia dai suoi adornamenti e io ho fatto un patto con lei:
Io non l'avrei derisa e lei in cambio mi doveva insegnare a essere...
Non vi posso rivelare niente di quello che successe quella notte. Gli amanti sono tali perchè sono segreti e io ho amato la luna.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Greg e' un racconto bellissimo, se tagli alcuni commenti low cost puoi essere annoverato fra la nuova generazione di scrittori italo bolscevichi.
Portu

Doum ha detto...
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Stella Africana ha detto...

greg, continua continua continua..non fermarti..non ora..laus

haikel.bak@gmail.com ha detto...

Ti voglio un bene dell'anima Grex.
O<-<

Яша ha detto...

b r a v o

Akinogal ha detto...
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Kalar ha detto...
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Salar ha detto...
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